Personaggi Illustri

Nella presente sezione sono elencate le personalità di rilievo che, per varie ragioni, hanno intrattenuto legami con la località di Galciana, sia per origini native che per essersi dedicati alla propria attività professionale in tale contesto, distinguendosi in ambiti specifici.

MATTEO da PRATO, conosciuto come MATTEO degli ORGANI
Prato, 1391 – Firenze 22 settembre 1465
Artigiano esperto nella Costruzione di Organi

Abile artigiano esperto nella Costruzione di Organi, come quello della nostra cattedrale e di altri importanti luoghi di culto. “..Di Prato fu Matteo di Paolo, costruttore di organi e così noto nel tempo da originare da quello il proprio cognome: e con lui e con altri “maestri” pratesi del periodo la tecnica costruttiva di quegli strumenti musicali raggiunse quasi la perfezione.

Abitava e lavorava a Galciana nella Villa Organi o del Dottore, che si presume fosse della sua Famiglia, e la sua presenza è ancora testimoniata da alcuni toponimi (la centrale via Matteo degli Organi, ma anche via Sotto l’Organo). A lui si devono, fra gli altri, gli organi del battistero e della cattedrale di Firenze.

Lettera di Matteo degli Organi del 1434 a Donatello

Fonti: Storia di Prato. Volume II. pp.203. Secolo XIV-XVIII. Prato Edizioni Cassa di Risparmi e Depositi;
CR Prato – Matteo degli OrganiVilla Organi o del Dottore – WikipediaMatteo da Prato – Wikipedia  – Lettera Matteo degli Organi a Donatello

NICCOLA ANGIOLINI
Prato, 28 ottobre 1805 – Prato, 6 marzo 1880
Medico Chirurgo, Patriota Risorgimentale

Niccola Angiolini figlio di Bartolommeo si laureò in Medicina e Chirurgia esercitò la sua professsione come medico condotto a Galciana per quasi 20 anni. Subirà arresti e processi per la partecipazione ai moti risorgimentali.

Fonti: Gli Angiolini. Storia di una famiglia pratese dal Medioevo al Novecento. (Claudio Caponi, Carlo Zella – Editore.2013); CR Prato – Niccola Angiolini

CESARE GUASTI
Prato, 4 settembre 1822 – Firenze, 12 febbraio 1889
Scrittore e Filologo

Nato a Prato il 4 settembre 1822, in un ambiente familiare molto religioso: due sorelle si fecero suore, tre zii erano sacerdoti. Studiò nel collegio Cicognini e dal 1840 iniziò a collaborare nella tipografia paterna come correttore di bozze e nel 1842 si fece terziario francescano.

Nel 1848 il Guasti accolse inizialmente con favore il movimento risorgimentale, salvo allontanarsene quando l’iniziativa patriottica sembrò passare nelle mani dalla corrente democratica: fu molto critico nei confronti del governo di Montanelli, Guerrazzi e Mazzoni, così che il ritorno al potere del granduca Leopoldo lo vide premiato con l’incarico di archivista dell’Opera di Santa Maria del Fiore, a Firenze. Sposò nel 1853 Nunziatina Becherini, che presto lo lasciò vedovo e padre di sei figli, che educò con dedizione, ispirando loro gli alti ideali cattolici di cui era fervente sostenitore.

Professava una particolare ammirazione per la figura del Savonarola, che considerava un santo, e condusse, di conseguenza, una vita esemplare, riservata ed operosa. Dotato di notevole erudizione e di un amore sincero per le tradizioni della sua città e della lingua italiana, dedicò la sua vita alla paziente ricerca della conoscenza attraverso l’investigazione degli archivi. Fu infatti direttore dell’Archivio di Stato di Firenze, “operaio” dell’Istituto San Niccolò di Prato, “fratello” della Venerabile Misericordia di Firenze e, soprattutto, per quindici anni segretario perpetuo della prestigiosa Accademia della Crusca. Amico del Tommaseo e di Gino Capponi, in un periodo di infuocata retorica risorgimentale, preferì dedicarsi ad una cultura più solida, basata sullo studio delle fonti.

Oltre ai suoi incarichi, Cesare Guasti trascorreva del tempo nella sua villa a Galciana, utilizzandola come rifugio per la scrittura e durante i periodi festivi. Questo luogo, permeato dalla sua dedizione alla ricerca e alla cultura, rifletteva la sua profonda connessione con la storia e la tradizione.

A questa passione abbinò un’idea di cultura fondata su valori etici, che si concretizzavano in una quotidiana pietà e in un continuo esercizio delle virtù cristiane. Critico del potere politico del papato, che giudicava «iniquo e profano congiungimento del temporale collo spirituale», fu contrario alla costituzione di un partito cattolico italiano, sperando sempre in una conciliazione tra Stato liberale e Chiesa cattolica. La sua condotta di vita, a seguito della causa di beatificazione avviata nel 1937, ha fatto sì che la Chiesa gli riconoscesse il titolo di “venerabile” nell’anno 1991. a.a.

Fonti: Comune di Prato – Cesare GuastiCesare Guasti – Wikipedia

DON LORENZO CIULLI
Prato, 19 ottobre 1843 – Campi Bisenzio, 24 aprile 1922
Sacerdote, Parroco della chiesa di San Pietro Apostolo di Galciana, incarico che tenne fino al 1921

“Lorenzo Ciulli nacque a San Giorgio a Colonica, frazione di Prato, il 19 ottobre 1843 da Gaetano, contadino mezzadro, e da Agostina Benelli. Studiò presso il Seminario e Collegio vescovile di Pistoia, dove si distinse per merito.

Ordinato sacerdote nel 1866, fu prima cappellano della parrocchia di Santa Maria del Soccorso di Prato e, in seguito, parroco della chiesa di San Pietro Apostolo di Galciana, popolosa frazione di Prato, incarico che tenne fino al 1921.

Per più di cinquanta anni fu per la comunità di Galciana un punto di riferimento sia sul piano pastorale, sia su quello sociale.

Costante fu il suo impegno per promuovere e realizzare opere che fossero di giovamento per tutta la comunità di Galciana. Nel 1878, dopo dieci anni di lungaggini burocratiche, inaugurò il cimitero di Galciana, Capezzana e Vergaio; si impegnò poi affinché le vie di comunicazione esistenti fossero mantenute in buono stato e ne fossero aperte di nuove, come quella fra Galciana e Narnali, che fu inaugurata nel 1895, e quella del “Nuovo ponte del Fantaccio “, inaugurata nel 1904.

Molto attivo a livello sociale, si occupò della locale banda musicale della quale fu presidente dal 1877 e dell’organizzazione di fiere di beneficenza con le quali la banda musicale si finanziava. Promosse anche varie iniziative nell’ambito educativo fondando una Casa di custodia per l’infanzia abbandonata e nel 1909 il Circolo operaio Fede e Azione «con una scuola serale e festiva, un teatro, ricreatorio e una palestra all’aperto».

Nonostante fosse stato destinato a una piccola frazione di campagna, riuscì a entrare in contatto con vari intellettuali come Isidoro Del Lungo, Cesare Guasti e Giulio Giani.

Fu restio a impegnarsi in lavori di ricerca storica o erudita, e più in generale a scrivere per le stampa. Fatta eccezione per alcuni scritti d’occasione (commemorazioni di defunti, discorsi, epigrafi), la sua più importante opera è le api dei georgici latini (1903), nella quale seppe fondere la sue più grandi passioni: gli studi classici e l’apicoltura. Con Isidoro Del Lungo nel 1912 curò poi il settimo e ultimo volume dell’edizione delle opere di Cesare Guasti nel quale fece pubblicare, postillandole,una selezione di lettere tratte dal carteggio dello studioso pratese. Nell’agosto del 1921, all’età di 78 anni, si ritirò dall’attività pastorale. Morì il 24 aprile 1922 a San Lorenzo a Campi.”

Fonti: Gruppo Bibliofili Pratesi “Aldo Petri”. Scrittori pratesi del novecento. Da Malaparte a Veronesi. Antologia. A cura di Ernestina Pellegrini e Francesco Gurrieri. Prefazione di Giorgio Luti. Edizioni Polistampa. Firenze. 2009. pp 449-450; CR Prato – Don Lorenzo Ciulli

DON LUCA VANNUCCI – (ERNESTO VANNUCCI)
Galciana, Prato, 30 settembre 1882 – Montughi, Firenze, 16 marzo 1976.
Sacerdote, Missionario in India, dove ha fondato la S. Theresa School

Nato a Prato il 30 settembre 1882, all’età di sedici anni entrò in convento. Nel 1906 diventò cappuccino, quindi fu ordinato sacerdote l’anno dopo. Missionario in India, si adoperò per la costruzione della Cattedrale di Nuova Dehli, consacrata nel 1935. Fu superiore della comunità cappuccina in India. Il Governo inglese, in riconoscimento dell’attività filantropica svolta a Dehli, lo decorò con due medaglie d’argento. Venne proposto anche per una medaglia d’oro, che non verrà mai conferita, perché proprio in quel periodo l’Italia stava conducendo la guerra in Etiopia.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale Padre Luca, come tutti i missionari italiani, venne internato nel campo di concentramento di Pregnagar. L’amicizia di Lord Haily, suo amico e benefattore, gli valse la liberazione e gli consentì di recarsi a svolgere l’ufficio di parroco nella vicina chiesa di Dehra-Dun, potendo così svolgere liberamente il suo ministero, anche in favore dei confratelli internati.

Tornato in Italia a 82 anni, morì nel convento di Montughi nel 1976.

Fonti: Comune di Prato – Don Luca Vannucci

PIETRO BRESCI
Prato, 24 dicembre 1899 – 24 luglio 1962
Musicista, Maestro di Cappella e Direttore del coro polifonico

Pietro Bresci vide la luce a Prato il 25 dicembre 1899 e, in tenera età, intraprese gli studi presso il conservatorio musicale “Cherubini” di Firenze, conseguendo un brillante diploma in violoncello.

La sua carriera professionale fu variegata, poiché oltre a dirigere con successo una banda militare italiana in Jugoslavia durante il servizio militare, ricoprì la posizione di direttore del corpo musicale di Galciana, guadagnandosi l’affetto e la stima della comunità locale.

Tuttavia, è soprattutto come direttore artistico della corale “Guido Monaco” che ricordiamo oggi Pietro Bresci, rimasto in carica per oltre venti anni fino al 1952. Durante il suo mandato, la corale mantenne intatto il prestigio partecipando, sotto la sua guida, al concorso internazionale di Langollhen, ottenendo una posizione di rilievo.

Nella primavera del 1952, il Capitolo del Duomo chiamò il Maestro Bresci per ricostituire la cappella musicale della Cattedrale e contemporaneamente assunse, per decisione del consiglio direttivo, la direzione del polifonico “Borgioli”. Due incarichi che il compianto Bresci ha affrontato con entusiasmo e dedizione sino a poche settimane prima della sua dipartita, dimostrando, ancora una volta, il suo entusiasmante fervore di musicista.

Fonti: La Nazione, 25 luglio 1962; CR Prato – Pietro Bresci